PATOLOGIE ANDROLOGICHE DELL’ETÀ GIOVANILE:
FATTORI DI RISCHIO NELL’ASSUNZIONE DI SOSTANZE DOPANTI
L’impiego degli
steroidi
anabolizzanti (SA) al fine di esaltare le capacità atletiche è
con ogni probabilità il fenomeno doping più diffuso e consistente
mai registrato.
Gli SA vengono assunti a cicli (cycling), con periodi di assunzione
di 8-12 settimane, ripetuti dopo 6-10 settimane di wash-out. Il
dosaggio degli SA viene aumentato progressivamente nelle prime
settimane sino a raggiungere il massimo a metà del ciclo e poi
ridotto progressivamente.
E’ inoltre frequente il fenomeno dello stacking, cioè il ricorso
contemporaneo a due o più preparati, sia per via orale che per via
parenterale, a dosi sovraterapeutiche (Giada F., Conte R., Palatini
P., 1999).
Effetti nocivi dovuti alla somministrazione di SA sono stati
riscontrati sia nei pazienti in trattamento con dosi fisiologiche di
SA per varie patologie, sia ed in maniera ancor più evidente, negli
atleti dopati con dosaggi sovraterapeutici.
In generale gli effetti tossici degli SA, tranne forse quelli sul
miocardio, sono di breve durata e reversibili, dopo sospensione di
questi composti, nell’arco di alcune settimane. Molti atleti
assumono SA in modo quasi continuativo per lunghi periodi di tempo,
per cui tali effetti nocivi possono divenire stabili e costituire un
serio rischio per la salute.
Clinicamente nell’uomo adulto si verifica: ingrandimento delle
ghiandole sebacee e della loro secrezione di sebo con sviluppo di
lesioni acneiche ed alopecia; ipotrofia testicolare con alterazioni
delle spermatogenesi (oligo-astenospermia) e conseguente
compromissione della fertilità; ipertrofia prostatica; ginecomastia;
aumento della libido e della potenza sessuale. Nel periodo di
wash-out si registra un calo importante della libido e della potenza
sessuale.
Nella femmina adulta l’assunzione di SA determina uno stato di
virilizzazione con elevati livelli di testosterone circolante,
caratterizzato da: irsutismo; acne; abbassamento del tono di voce
per alterazione delle corde vocali; ipertrofia clitoridea;
diminuzione del volume mammario; irregolarità mestruali; aumenti
dell’aggressività e della libido; calvizie di tipo maschile. Tali
modificazioni sono reversibili, tranne l’ipertrofia clitoridea e le
modificazioni del timbro vocale, che tendono a permanere nel tempo,
anche dopo sospensione dei farmaci. Gli SA durante la gravidanza, a
causa della loro capacità di attraversare la placenta, possono
determinare virilizzazione dei feti femmina.
Negli utilizzatori di SA sono stati riportati cambiamenti della
personalità che vanno da un’aumentata irritabilità, a comportamenti
violenti ed antisociali, sino ad alcune segnalazioni di vere e
proprie psicosi.
In genere tali disturbi del comportamento ritornano alla norma dopo
sospensione degli SA. Recenti lavori indicano che l’utilizzo di SA
si associa frequentemente con l’abuso di altre droghe quali cocaina,
eroina, alcol, marijuana e sigarette. L’uso di SA sembra inoltre
associato anche ad altri comportamenti a rischio, quali il pensiero
suicidio, l’intraprendere rapporti sessuali non protetti, il guidare
in stato di ebbrezza, il possedere un’arma. Sono stati riportati
infine alcuni casi di AIDS contratto tramite lo scambio di siringhe
infette, utilizzate dagli atleti per le iniezioni intramuscolari.
Negli atleti, in genere giovani body builders utilizzatori di
steroidi ed elevati dosaggi e per lunghi periodi di tempo, sono
stati riportati almeno una trentina di seri eventi cardiovascolari,
prevalentemente a livello cardiaco, quali infarto miocardico acuto,
scompenso cardiaco e morte improvvisa aritmica (Giada F., Conte R.,
Palatini P., 1999).
L’utilizzo degli SA da parte degli atleti al fine di aumentare
artificialmente le proprie prestazioni fisiche, è attualmente la
forma più diffusa di doping. All’inizio l’autoprescrizione degli SA
riguardava solo atleti d’élite praticanti sport di potenza, ma in
seguito si estese a macchia d’olio alle altre discipline sportive ed
anche ad atleti amatoriali. Gli SA vennero banditi come sostanze
proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sin da 1976, ma il
loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel mondo dello sport,
soprattutto nelle palestre di body building dove vengono assunti al
solo scopo di migliorare l’aspetto fisico. Si stima che solo negli
Stati Uniti siano più di 1 milione gli utilizzatori di SA, compresi
molti individui in età adolescenziale. La percentuale di utilizzo di
SA tra gli studenti delle scuole superiori si aggirerebbe tra l’1 ed
il 3% (Giada F., Conte R., Palatini P., 1999).
Da una disamina di studi condotti su questo argomento è emerso che
le motivazioni riferite si possono raggruppare in base ai differenti
soggetti oggetto di indagini suddivisi in:
- Atleti agonisti per i quali è emerso che ne fanno uso per
aumentare la massa muscolare e intensificare gli allenamenti. Negli
anni ’50 e ’60 l’uso di steroidi anabolizzanti androgeni (AAS) era
ampiamente limitato agli atleti di vertice. Gli atleti che ne fanno
uso riferiscono che gli steroidi sono necessari per una
competizione, e che massimizzano l’allenamento. Dall’analisi di 135
questionari completati dai lettori di 2 riviste di culturismo è
emerso che il 20% degli utilizzatori di steroidi riportarono di
prendere steroidi esplicitamente per competere in competizioni di
culturismo, dimostrando che la motivazione ad eccellere nel loro
sport era un incentivo forte (Wright S., Grogan S., Hunter G.,
2000).
- Altri soggetti, per lo più frequentatori di palestre, riportano
tra le motivazioni, il voler aumentare la massa muscolare,
migliorare il loro aspetto e livello di sicurezza di sé. Infatti
nello studio di WRIGHT, il voler diventare più grandi e più
muscolosi era la ragione più frequente riportata dagli utilizzatori
di steroidi (31% degli utilizzatori di steroidi). Nelle interviste
gli utilizzatori di steroidi riportarono che uno dei principali
incentivi a prendere steroidi era dovuto al fatto di sentirsi di
trovare in una fase di stasi, dove non potevano diventare ancora più
muscolosi solamente attraverso l’allenamento coi pesi.
- Un ultimo gruppo di soggetti, per lo più studenti adolescenti,
riporta tra le ragioni per l’uso di sostanze dopanti il
miglioramento dell’immagine o il rendimento sportivo. In un’indagine
condotta in Svezia tra studenti nel 1995 dei 37 ragazzi riportanti
l’uso di agenti dopanti, 22 hanno risposto che le ragioni erano di
acquisire un corpo più attraente/muscoli più grandi e/o
miglioramento performance sportiva.
Anche in uno studio condotto in West Virginia, la ragione riportata
più frequentemente per l’uso di steroidi era di “migliorare
l’aspetto – sembrare più grandi o migliori”(43%). Questa risposta
era stata data il doppio di volte rispetto alla seconda risposta più
comune che era “migliorare il rendimento sportivo” (22%). Questo
dato, unito al fatto che il 36,8% degli utilizzatori di steroidi non
praticano alcuna attività sportiva, suggerisce che l’abuso di SA si
è diffuso nella popolazione adolescente generale e che ottenere un
vantaggio nello sport non è la ragione dominante per gli adolescenti
che usano questi aiuti (Whitehead R., Chillag S., Elliott D., 1992).
All’inizio l’autoprescrizione degli SA riguardava solo atleti
d’élite praticanti sport di potenza, ma in seguito si estese a
macchia d’olio alle altre discipline sportive ed anche ad atleti
amatoriali. Il loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel
mondo dello sport, soprattutto nelle palestre di body building dove
vengono assunti al solo scopo di migliorare l’aspetto fisico (Giada
F., Conte R., Palatini P., 1999).
L’uso di droghe illecite tra i giovani negli Stati Uniti è diminuito
negli anni passati; durante questo stesso periodo, c’è stato un
incremento dell’uso di SA tra gli adolescenti maschi e femmine. Dati
recenti indicano che, dal 1998 al 1999, la percentuale di
utilizzatori di steroidi dei frequentatori di scuola di 10° grado
sono aumentati dal 2% (nel 1998) al 2,7% (nel 1999).
Mentre l’uso di SA è aumentato nell’adolescenza di entrambi i sessi,
è comune più del doppio negli adolescenti maschi che nelle femmine.
Infatti lo studio di una popolazione che includeva 4746 adolescenti
di scuole medie e superiori del Minnesota, equamente divisi per
sesso (50,2% maschi, 49,8% femmine) evidenziò che gli adolescenti
maschi erano più propensi delle adolescenti di sesso femminile di
ammettere di aver usato SA per aumentare i muscoli negli ultimi 12
mesi (5,4% e 2,9% rispettivamente).
Tra gli adolescenti, l’uso di steroidi è tipicamente motivato da
benefici a breve termine, includendo il desiderio di aumentare la
forza e il rendimento atletico e il desiderio di migliorare
l’aspetto. In generale, gli utilizzatori di steroidi che sono atleti
sono più propensi ad usare steroidi per motivi legati al rendimento
atletico, mentre gli utilizzatori che non sono atleti sono più
motivati da preoccupazioni relative l’aspetto.
Un’analisi del contenuto delle 10 riviste più popolari tra le
persone tra i 18 e i 24 anni evidenziò che le riviste lette dagli
uomini (Sports illustrated, Playboy, Newsweek, National Geographic,
Rolling Stone, Penthouse,
Life, Field and Stream, Jet, e Gentlemen’s Quarterly), diversamente
da quelle lette dalle donne, contenevano più articoli sulla forma
fisica che sulla dieta. Gli autori suggeriscono che le pubblicità il
contenuto di articoli dei mass media possono giocare un ruolo
importante nel persuadere le donne ad essere preoccupate
primariamente con il peso e gli uomini a focalizzarsi sul
cambiamento della forma fisica (Olivardia R., Pope H.G., Hudson J.I.,
2000).
L’immagine del corpo è stata a lungo un soggetto di ricerca e la
maggior parte degli individui sono risultati essere infelici in
qualche modo con il loro corpo.
Generalmente le donne vogliono essere 7 libbre più leggere, avere
fianchi e vita più piccoli, braccia e gambe più magri, e avere nasi
più piccoli.
Gli uomini vogliono essere 3 libbre più pesanti, più alti, avere
spalle più ampie, braccia e gambe più spesse, avere menti più
larghi, e orecchie più piccole. Entrambi vogliono avere petti più
larghi. E’ emerso che gli uomini sono insoddisfatti con loro stessi
dalla vita in su e a parte il loro petto le donne sono insoddisfatte
con i loro corpi dalla vita in giù.
Queste conclusioni sono consistenti nelle varie ricerche, e
corrispondono anche agli attributi fisici che noi consideriamo molto
nel sesso opposto.
La pressione all’aspetto “buono” appare essere sia interna che
esterna.
Nelle donne questa pressione è stata considerata contribuire allo
sviluppo di disordini alimentari. Negli uomini, e in una più piccola
proporzione di donne, può aver contribuito all’uso di AS (Wroblewska
A.M.,1997).
Gli standard socioculturali di bellezza per gli uomini enfatizzano
la forza e la muscolosità. I ragazzi preferiscono il tipo
mesomorfo (ben proporzionato, costituzione media), piuttosto che
magro o grasso. All’interno della categoria mesomorfo, una
maggioranza preferisce il tipo di corpo mesomorfo muscoloso, un
"uomo muscoloso" a forma di V – tipo di corpo “caratterizzato da
petto ben sviluppato, braccia muscolose e spalle larghe
assottigliandosi con una vita stretta”. Gli uomini che corrispondono
a questi ideali sono considerati più attraenti e ricevono più
benefici sociali.
Il corpo maschile con spalle ampie e fianchi stretti era idealizzato
nell’arte dell’antica Grecia e Romana. Nella metà del 1800,
comunque, l’attenzione si spostò al corpo femminile, e dalla fine
degli anni ’80, il corpo maschile era raramente idealizzato
nell’arte. Il focus sul corpo maschile riemerse negli anni ’80 e
’90, quando immagini idealizzate di uomini nudi o semi nudi
divenivano comuni nei principali mass media occidentali.
Il corpo maschile muscoloso è ora presente in numerose pubblicità,
assieme con uno magro, versione del corpo ideale femminile.
Pope e al. suggeriscono che il corpo ideale maschile muscoloso
correntemente caratterizzato nei mass media rappresenta un aspetto
da “superuomo” che è possibile raggiungere con lo sviluppo di SA.
L’ideale maschile muscoloso è anche evidente in molti altri mass
media per adolescenti maschi, inclusi televisione e cinema. Uno
studio che identificò gli attori e le attrici preferiti tra gli
adolescenti riscontrò che Arnold Schwarzenegger, Jean Claude Van
Damme, Sylvester Stallone, Steven Segal, e Wesley Snipes erano tutti
inclusi nella lista dei primi 10 preferiti dagli adolescenti maschi.
Nessuno di questi attori muscolosi facevano parte della lista dei
primi 10 preferiti dalle adolescenti.
Una volta un notevole numero di problemi di salute era associato con
l’aumento del tasso di obesità, il corpo maschile ideale muscoloso
diffuso dai mass media può essere visto come un effetto positivo
nell’aver promosso l’attività fisica includendo un coinvolgimento
negli esercizi di atletica e coi pesi. Comunque, il crescente ideale
muscoloso, è un obiettivo estremo che, come il corpo ideale
femminile magro e alto, non è né ottenibile dalla maggior parte
degli uomini né richiesto per una salute ottimale. Infatti, sia gli
adolescenti che gli adulti possono inseguire attività malsane per
raggiungere questo obiettivo. Alcuni dei problemi che ne
scaturiscono possono includere insoddisfazione corporea, disordini
alimentari, e uso di steroidi e integratori dietetici non testati.
Durante la pubertà, la forma del corpo cambia, con le adolescenti
che sviluppano i fianchi e gli adolescenti maschi le spalle. Dopo lo
scatto di crescita puberale, gli adolescenti maschi sono più alti e
più pesanti delle loro controparti femmine ed hanno anche forza e
muscolatura più grande.
Le ricerche sullo sviluppo normale degli adolescenti indicano che le
donne sperimentano più insoddisfazione corporea degli uomini. Mentre
le adolescenti sperimentano una diminuzione dei sentimenti di
attrazione, gli adolescenti maschi sperimentano un miglioramento
dell’umore e dell’immagine corporea e un aumento di soddisfazione
del loro peso.
Questa scoperta non è sorprendente, dato che i cambiamenti fisici
della pubertà spesso portano adolescenti maschi più vicini
all’ideale di corpo maschile mentre distanziano le adolescenti dallo
standard socioculturale magro di bellezza per le donne (Peixoto
Labre, 2002).
Alti tassi di insoddisfazione corporea e comportamenti di diete sono
stati ben documentati tra giovani adolescenti. Recentemente, è stato
dimostrato che i ragazzi non sono esenti da queste preoccupazioni.
Uno studio dei ragazzi Britannici di 9-10 anni riscontrò che il 41%
delle ragazze preferivano una forma del corpo più magra mentre il
41% dei ragazzi preferivano una forma più larga.
La prevalenza dell’insoddisfazione corporea tra tutti i ragazzi era
emersa. Esattamente una metà dei ragazzi volevano pesare di meno e
oltre un terzo desiderava una forma del corpo più magra. Il 16% di
tutti i ragazzi riportarono di aver perfino tentato di perdere peso.
Questi dati suggeriscono che, dall’età di 8-13 anni, alcuni ragazzi
già credono di poter star meglio pesando di meno. In uno studio
longitudinale di ragazze adolescenti, Attie e Brooks-Gunn (1989)
trovarono che avere sentimenti negativi riguardo i loro corpi era
l’unico predittore significativo di problemi d’alimentazione 2 anni
più tardi. Questa conclusione era confermata in un futuro studio su
ragazze che mostrò come la preoccupazione del peso predice l’inizio
dei sintomi dei disordini alimentari. Inoltre, studi hanno correlato
l’insoddisfazione corporea a sintomatologie depressive tra i ragazzi
e gli adolescenti. Questi dati indicano che i fattori di rischio per
i disturbi alimentari e la depressione, specialmente
l’insoddisfazione corporea, possono essere acquisiti presto
nell’infanzia (Schur, Sanders, Steiner, 2000).
Sebbene gli uomini generalmente sono più soddisfatti con i loro
corpi delle donne, essi non sono immuni dalle preoccupazioni circa
l’immagine corporea. Approssimativamente il 95% degli uomini in età
da college intervistati da Mishkind e al. espressero insoddisfazione
con alcuni aspetti dei loro corpi. In uno studio di Parks e al.,
l’83% degli atleti riportarono insoddisfazione con il loro peso
attuale, con l’80% di calciatori e il 43% di corridori di corsa
campestre che volevano aumentare di peso, e il 15% di calciatori e
il 20% di corridori di corsa campestre che volevano perdere peso.
Gli adolescenti maschi in entrambi i gruppi volevano essere più alti
(Peixoto Labre, 2002).
Tra i culturisti più di altri atleti il disturbo dell’immagine del
corpo “disordine dismorfico del corpo” (BDD) è stato riscontrato più
di frequente.
Il disordine è caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione con una
non esistente o leggero difetto nell’aspetto del corpo, di solito
riguardante una particolare parte del corpo come il viso, la pelle,
o il naso (Peixoto Labre M., 2002).
In base ai risultati di diversi studi riguardanti interviste con
culturisti uomini e donne, Pope e al. identificarono la dismorfia
muscolosa come una forma di BDD caratterizzata da preoccupazione
patologica con il grado di muscolosità. La caratteristica essenziale
della dismorfia muscolare è una preoccupazione cronica con il non
essere sufficientemente muscolosi. I ricercatori anche riscontrarono
che l’uso di SA era comune tra i culturisti esibenti le
caratteristiche della dismorfia muscolare, particolarmente uomini.
Uno studio di Blouin e Goldfield comparò l’immagine del corpo e
l’uso di steroidi tra maschi culturisti, podisti, e praticanti del
tae kwon do.
I ricercatori riscontrarono che i culturisti erano
significativamente più propensi di altri atleti a riportare un
insoddisfazione del corpo. L’uso di steroidi era più frequente tra i
culturisti competitivi che tra quelli che lo facevano a fini
ricreativi. Lo studio concluse che i culturisti maschi,
particolarmente culturisti competitivi, possono essere a rischio per
“sviluppo di pratiche comportamentali di alto rischio con un
apparente scopo di modificare il loro corpo a causa di aspettative
sociali e personali” (Peixoto Labre, 2002).
L’ideale del maschio muscoloso nei mass media può essere visto come
un fattore di rischio socioculturale per l’insoddisfazione del corpo
e i comportamenti dannosi di controllo del peso tra gli adolescenti
maschi.
Alcuni gruppi di adolescenti maschi, come i culturisti e i
calciatori, possono essere particolarmente a rischio (Peixoto Labre
M., 2002).
Olivardia e al. condussero il primo studio controllato sulla di
smorfia muscolare. Intervistarono 24 uomini con dismorfia muscolare
e 30 lottatori normali reclutati nelle palestre di Boston e
trovarono che i primi differivano fortemente dal gruppo di controllo
in molte misure, incluse l’insoddisfazione corporea e la prevalenza
dell’uso di SA. Tra i 24 uomini con dismorfia muscolare, dodici
(50%) riportarono che passavano più di 3 ore al giorno pensando alla
loro muscolosità. Quattordici (58%) riportarono “moderato” o
“severo” evitamento di attività, posti, e persone a causa del loro
difetto di percezione del corpo. Tredici (54%) riportarono “poco” o
“nessun” controllo sui loro regimi compulsivi di dieta e di
sollevamento pesi.
Undici (46%) dei 24 uomini con dismorfia muscolare ma solo due (7%)
degli uomini normali a confronto riportarono di usare steroidi –una
differenza significativa-.
Le domande relative all’immagine del corpo e al comportamento circa
l’attività fisica permisero di rilevare alcune differenze
drammatiche tra il gruppo con dismorfia muscolare e quello normale
di controllo. Specificatamente, alla domanda “Mi piace realmente il
mio corpo”, 12 (52%) dei soggetti con dismorfia muscolare rispetto a
sei (20%) dei soggetti normali di controllo risposero “non sono
d’accordo”. Delle cinque opzioni in risposta a “quanto sei
insoddisfatto per come è sproporzionato il tuo corpo?”, 11 (46%) dei
soggetti con dismorfia muscolare rispetto a tre (10%) dei soggetti
di controllo risposero “totalmente” o “per lo più” insoddisfatto.
Simili risposte furono osservate per le domande “quanto grasso ti
senti?” e “quanto a disagio ti sentiresti se non puoi fare attività
fisica per un fine settimana?” (Olivardia R., Pope H.G., Hudson J.I.,
2000).
Il lavoro inizia con l’analisi storica e le caratteristiche di
queste sostanze.
Si passa quindi a considerare la reale diffusione nel mondo dello
sport, gli effetti nocivi di questi farmaci e le motivazioni che
stanno alla base di questo fenomeno. Tali motivazioni spaziano dalla
ricerca di un miglioramento delle prestazioni sportive, agli aspetti
puramente estetici e di riduzione del grasso nei body builders.
CONCLUSIONI
L’utilizzo degli SA da parte degli atleti al fine di aumentare
artificialmente le proprie prestazioni fisiche, è attualmente la
forma più diffusa di doping. All’inizio l’autoprescrizione degli SA
riguardava solo atleti d’elite praticanti sport di potenza, ma in
seguito si estese a macchia d’olio alle altre discipline sportive ed
anche ad atleti amatoriali. Gli SA vennero banditi come sostanze
proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sin dal 1976, ma il
loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel mondo dello sport,
soprattutto nelle palestre di body building dove vengono assunti al
solo scopo di migliorare l’aspetto fisico. La percentuale di
utilizzo di SA tra gli studenti delle scuole superiori si
aggirerebbe tra l’1 ed il 3%.
Tra gli adolescenti, l’uso di steroidi è tipicamente motivato da
benefici a breve termine, includendo il desiderio di aumentare la
forza e il rendimento atletico e il desiderio di migliorare
l’aspetto. In generale, gli utilizzatori di steroidi che sono atleti
sono più propensi ad usare steroidi per motivi legati al rendimento
atletico, mentre gli utilizzatori che non sono atleti sono più
motivati da preoccupazioni relative l’aspetto.
In uno studio condotto in West Virginia, la ragione riportata più
frequentemente per l’uso di steroidi era di “migliorare l’aspetto –
sembrare più grandi o migliori”(43%). Questa risposta era stata data
il doppio di volte rispetto alla seconda risposta più comune che era
“migliorare il rendimento sportivo” (22%). Questo dato, unito al
fatto che il 36,8% degli utilizzatori di steroidi non praticavano
alcuna attività sportiva, suggerisce che l’abuso di SA si è diffuso
nella popolazione adolescente generale e che ottenere un vantaggio
nello sport non è la ragione dominante per gli adolescenti che usano
questi aiuti.
La presentazione dei mass media del fisico desiderato per entrambi
uomini e donne è cambiata durante gli ultimi 50 anni. L’immagine del
corpo è stata a lungo un soggetto di ricerca e la maggior parte
degli individui sono risultati essere infelici in qualche modo con
il loro corpo. E’ stato notato che queste immagini possono avere
degli effetti sullo sviluppo di disordini alimentari nelle donne.
Hilde Bruch (1962) è ritenuta essere la prima a riconoscere le
esperienze disfunzionali di immagine del corpo come una
caratteristica centrale dei disordini alimentari, particolarmente
l’anoressia nervosa. Decine di indagini hanno rivelato associazioni
tra disturbi dell’immagine del corpo e problematiche di
comportamenti e attitudini alimentari. Non solo c’è evidenza che le
esperienze di immagine corporea predicono la gravità delle
problematiche alimentari, studi successivi e strutturali anche
indicano i disturbi dell’immagine corporea come precursori dei
disordini alimentari. Come Bruch (1962) all’inizio sostenne, il
miglioramento dell’immagine distorta è necessario per l’effettivo
trattamento dei disordini alimentari.
La letteratura riguardante gli uomini, l’immagine del corpo, e l’uso
di AS sembrerebbe supportare la considerazione della genesi di un
simile problema “al rovescio” negli uomini dove la risposta
all’ansia riguardante l’immagine del corpo potrebbe essere di
prendere gli SA.
Il corpo maschile ideale muscoloso diffuso dai mass media è un
obiettivo estremo che non è né ottenibile dalla maggior parte degli
uomini né richiesto per una salute ottimale. Sia gli adolescenti che
gli adulti possono inseguire attività malsane per raggiungere questo
obiettivo. Alcuni dei problemi che ne scaturiscono possono includere
insoddisfazione corporea, disordini alimentari, e uso di steroidi e
integratori dietetici non testati.
BIBLIOGRAFIA
• Giada F., Conte R., Palatini P., 1999, Effetti farmacologici e
tossicità degli steroidi anabolizzanti, Medicina dello sport, 52/2.
• Olivardia R., Pope H.G., Hudson J.I., 2000, Muscle Dysmorphia in
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• Peixoto Labre M., 2002, Adolescent boys and the muscular male body
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Among Adolescents in a Rural State, J. Family Practice 35.
• Wright S, Grogan S., Hunter G, 2000, Motivations for anabolic
steroid use among bodybuilders, J. Health Psychology 5.
• Wroblewska A.M., 1997, Androgenic-Anabolic Steroids an Body
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