Mental Training
MENTAL TRAINING E SPORT INVERNALI
di Davide Milone - per contatto davimilo@alice.it
Gli sport invernali sono da sempre oggetto di studio da parte della Psicologia dello Sport. In particolare le due discipline maggiormente studiate ed analizzate negli ultimi anni sono state lo “sci nordico” e lo “sci di fondo”. Basti pensare a numerosi atleti di fondo che si sono sottoposti a sedute di Allenamento Mentale in vista dei Campionati del Mondo o di gare importanti. Lo sci di fondo infatti, ben si presta ad una preparazione psicologica in quanto lo sforzo mentale che si cela dietro una prestazione od una gara è spesso di notevole intensità. Anche altre discipline invernali si sono interessate ultimamente alla Psicologia dello Sport, come il “bob” o il “pattinaggio su ghiaccio”, per non parlare poi dell’ “hockey” .
Un intervento di Mental Training, da realizzarsi prevalentemente a livello di sci club o di Federazione, dovrebbe tener conto in primo luogo dell’età dei ragazzi che si avvicinano agli sport invernali, limitando fenomeni di “campionismo” o di doping giovanile. Lo sport, specie per i più piccoli, deve essere un gioco, un mezzo di crescita sociale ed individuale, non un mezzo di arricchimento (specie per gli sponsor) o di rivalsa personale. Lo Psicologo dello Sport dovrebbe quindi aiutare a diffondere anche nelle scuole sci un messaggio quasi pedagogico, dove il raggiungimento di un risultato sportivo possa essere uno dei tanti obiettivi, e non il solo obiettivo auspicabile, evitando fragili illusioni in giovani atleti non ancora formati a sopportare le delusioni della vita.
Per questo motivo la Psicologia dello Sport, prima ancora di potenziare le qualità e le capacità degli atleti in un ottica di empowerment prestazionale, dovrebbe innanzitutto formare le nuove leve sui valori che lo sport, ed in particolare gli sport invernali, portano con sé. Valori di fratellanza, amicizia, lealtà, competizione ma non fine a sé stessa, bensì in una prospettiva di crescita: individuale, sociale, e dunque sportiva. Lo sport come elemento di crescita quindi, e soltanto successivamente in chiave prestazionale.
Questo passaggio, di stampo prettamente pedagogico, dovrebbe essere comune a tutte le discipline sportive, laddove il target di lavoro della Psicologia Sportiva sia rappresentato dai giovani. Ad esempio nello snow-board, che talvolta è associato a stili di vita “sregolati”, i giovani devono essere educati a comportamenti più sani e consoni ad una vita sportiva.
Questo non significa eliminare i momenti d’aggregazione tra i compagni di squadra, bensì far sì che questi non rischino di inficiare gli sforzi prodotti in allenamento o addirittura produrre effetti negativi nella vita quotidiana, con il rischio di far crescere i ragazzi in maniera non matura o inadeguata. Questi naturalmente sono casi estremi, ma è bene che lo Psicologo dello Sport sia preparato ad affrontare le problematiche tipiche delle giovani età, soprattutto adolescenziali.
Per quanto concerne le possibili aree d’intervento, oltre al sopraccitato aspetto pedagogico, lo Psicologo dello Sport può intervenire attraverso specifici programmi di Allenamento Mentale che mirino a migliorare le performance degli atleti. Molti sport invernali, come lo sci o lo snow-board sono discipline in cui attenzione e concentrazione sono ingredienti fondamentali: prestare attenzione al percorso di gara, ai propri stati interiori, agli avversari, al proprio corpo e alla tavola, alle condizioni ambientali. Focalizzare la propria attenzione al meglio delle proprie capacità e su obiettivi specifici è una delle chiavi del successo in questo sport.
Attenzione e concentrazione, ma anche gestione dell’attivazione psico-fisica, e, naturalmente, visualizzazione ideo-motoria e rilassamento. Queste aree sono, a mio avviso, le più rilevanti in queste discipline sportiva, e sono su queste che lo Psicologo dello Sport deve lavorare maggiormente nell’ambito di un generico intervento di Mental Training. Senza ovviamente trascurare le altre aree di lavoro tipiche di un percorso di Allenamento Mentale, come il Goal Setting o il Self-Talk, tanto per citarne due.
Mental Training e sport invernali: un percorso
possibile
La Psicologia dello Sport può e deve fare molto per questi sport, ma è ancora troppo poco diffusa in questo ambienti, almeno in Italia. Da un lato gli atleti e gli allenatori ancora non conoscono al meglio le qualità ed i benefici di un Allenamento Mentale, dall’altro spesse volte ritengono d’esseri capaci di affrontare da soli le problematiche che si possono presentare durante una stagione agonistica, anche da un punto di vista mentale, riducendo l’importanza di una preparazione mentale mirata e condotta da professionisti.
Per questo motivo è importante diffondere le peculiarità della Psicologia Sportiva, rendendo accessibili le qualità ed i vantaggi offerti da una preparazione mentale che si affianchi all’allenamento tecnico-fisico.
E’importante che un Mental Trainer lavori con la massima professionalità, senza limitarsi a generiche interpretazioni, ma anzi focalizzandosi sui problemi particolari di ogni singolo atleta (naturalmente in relazione all’età), interpretandoli in seno ai nuclei “caldi” di questi sport invernali.
Personalizzazione (sviluppando programmi “ad hoc”), sapere teorico e pratico, conoscenza della singola disciplina sportiva, capacità di ascolto ed empatia, problem solving, pazienza: queste sono solo alcune delle caratteristiche che ciascuno Psicologo dello Sport dovrebbe possedere, in modo particolare se vuole lavorare con atleti giovani. Mental Training e sport invernali dunque: un percorso utile, efficace, ma soprattutto, possibile.
Vediamo ora nel complesso quello che potrebbe essere un possibile programma di Allenamento Mentale.
1. Presentazione del programma di Mental Training
La Psicologia e gli sport invernali;
Breve introduzione al Mental Training Sportivo;
Conoscenza dell’atleta (dati anamnestici,
somministrazione del Questionario delle Abilità Mentali);
Rilassamento distensivo
ed Imagery generica (sintonizzazione con il corpo);
Griglia di partenza
dell’Imagery.
2.Goal Setting
Consegna dei risultati del Test sulle Abilità Mentali;
Discussione dei risultati del rilassamento e della visualizzazione;
Rilassamento distensivo ed Imagery generica (sintonizzazione con i mezzi e l’ambiente, obiettivi).
3. La comunicazione
Il Self-talk;
Ristrutturazione cognitiva dei pensieri;
Discussione dei risultati del rilassamento e della visualizzazione;
Rilassamento distensivo ed Imagery (sintonizzazione con i pensieri).
4.Fattori di distrazione prima e durante la gara
Somministrazione del Questionario sui fattori di distrazione;
Ristrutturazione cognitiva dei pensieri;
Rilassamento distensivo ed Imagery (fattori di distrazione);
5. Motivazione ed autostima
Ristrutturazione cognitiva e motivazionale;
Rilassamento distensivo ed Imagery (accrescere la propria motivazione).
6. Gestione dell’energia psico-fisica
Iper e ipo-attivazione;
Rilassamento distensivo ed Imagery (visualizzazione con la propria attivazione).
7. Abilità attentive
Focus interno ed esterno;
Somministrazione del questionario sull’abilità attentiva;
Rilassamento distensivo ed Imagery
(visualizzazione del focus attentivo).
8.Gestione dell’ansia e dello stress
Rilassamento distensivo ed Imagery (situazioni stressanti).
9.FIVE STEP STRATEGY
Profilo Emozionale.
10.Risultati conclusivi
Presentazione di una relazione comprensiva del profilo psicologico.




