INTEGRAZIONE ALIMENTARE E DOPING: ALCUNI ACCENNI
di Davide Milone - per contatto davimilo@alice.it
Da anni nel panorama sportivo nazionale ed internazionale l’importanza attribuita al connubio tra preparazione atletica e preparazione alimentazione ha assunto sempre più visibilità. Alimentarsi in modo corretto, sano, a seconda degli obiettivi sportivi prestabiliti, è di notevole importanza.
Perdere peso, acquistare peso di qualità, aumentare il metabolismo, incrementare massa muscolare o favorire il recupero dopo un intensa attività cardio-vascolare: ogni disciplina sportiva porta con sé uno specifico programma alimentare adatto alle proprie esigenze ed ai propri obiettivi.
Nel body-building ad esempio, dove la dieta alimentare assume una rilevanza strategica, alimentarsi in modo corretto è la chiave di un successo o di un insuccesso. Spesso però l’alimentazione non basta: ecco perché da diverso tempo ormai l’integrazione alimentare ha preso sempre più piede. Proteine in polvere, amminoacidi, carboidrati liquidi o in polvere, vitamine e sali minerali: questi sono solo alcuni dei moltissimi integratori alimentari oggi in commercio.
Personalmente non ho nulla in contrario rispetto al loro utilizzo. Anzi: a livello sia amatoriale che maggiormente a livello professionistico ritengo utile ricorrere agli integratori non tanto per accelerare l’ottenimento dei risultati, quanto per facilitare il soggetto nel “recupero” o per aiutarlo laddove la sola alimentazione non risulti sufficiente.
Al contrario sono fortemente contrario all’uso di integratori in due casi ben distinti: quando il fruitore è un bambino; quando l’uso di integratori è in realtà un mezzo per ottenere più in fretta i risultati o quando è uno strumento per sopperire ad un eventuale disagio.
Nel primo caso ritengo che i bambini debbano essere educati allo sport in maniera sana, senza eccessivi fenomeni di “campionismo” legati al raggiungimento di un risultato “a tutti i costi”, ma, al contrario, formati al sano esercizio fisico, che da solo, senza “scorciatoie”, deve portare all’ottenimento di un obiettivo sportivo. Obiettivo che, nel caso dei bambini, deve essere la crescita sociale, ed individuale insieme agli altri.
Nel secondo caso, certamente il più diffuso tra gli atleti amatoriali, ritengo che spesso l’uso eccessivo di integratori, e sottolineo eccessivo, nasconda in realtà un disagio di ordine psicologico. Mancanza di autostima, ricerca di un effimero successo sportivo “esteriore” e non “interiore”, difficoltà nel riconoscere ed accettare i propri limiti, fatica nel far valere la propria personalità e via discorrendo.
In questi casi è importante ed essenziale che l’atleta si accorga di queste mancanze, ristrutturando da un punto di vista cognitivo i propri vissuti legati all’uso degli integratori alimentari (nei casi estremi di doping), anche con l’aiuto esterno (famigliari, psicologo, amici).
Solo in questo modo l’utilizzo di integratori tornerà ad avere il giusto peso e significato: un piccolo aiuto, saltuario, nelle diete alimentari sportive.
Diverso è il caso del doping. Atleti professionisti (dai ciclisti ai calciatori, dai body-builder ai velocisti, nessuno sport sembra esserne escluso) e non (questo è allarmante!), fanno uso di prodotti dopanti. Perché? La risposta è molto semplice: per raggiungere un risultato, superare un avversario o più semplicemente e tristemente perché lo fanno gli altri o lo ha imposto l’allenatore.
I controlli da parte delle Federazioni si stanno facendo sempre più frequenti e rigorosi. Gli atleti professionisti devono dare l’esempio per primi, senza falsare una gara, facendo tornare lo sport alla sua essenza primordiale: una lotta contro sé stessi prima ancora che contro gli avversari.
Il dato più preoccupante è però legato all’uso (e all’abuso) di queste sostanze da parte degli atleti non professionisti. Questi ultimi sembrano i maggiori consumatori di medicinali e sostanze dopanti per due motivi: da una parte i controlli o non ci sono o sono meno rigorosi; dall’altra chi a livello amatoriale fa uso di doping vuole ottenere nel minor tempo possibile il maggiore risultato: le motivazioni intrinseche di questo gesto vanno ricercate a mio avviso nelle stesse di chi fa un uso eccessivo di integratori alimentari.




