Anatomia
Allenamenti Altamente Stimolanti
I muscoli addominali
La zona addominale è fatta
oggetto di attenzione indistintamente da uomini e donne, giovani e
meno giovani. Si troveranno persone che non desiderano uno sviluppo
esagerato di spalle, braccia, torace o gambe; mentre invece sarà
difficile trovarne una che non desidera un addome scolpito.
L'addome è una zona che più facilmente delle altre risente
negativamente di una carenza di esercizio fisco, fondamentalmente
per due motivi:
-
perché è naturalmente protetta da uno strato adiposo superiore a quello riservato a settori meno importanti;
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perché i muscoli che la compongono non hanno funzioni dinamiche, ma solo statiche e di contenzione dei visceri, quindi non sono esercitati in maniera sufficientemente attiva in condizioni normali.
Se si pensa per di più, che i visceri premono costantemente su essi, e che un'alimentazione scorretta crea dilatazioni che tendono a sfiancare la parete addominale, si comprende facilmente come sia indispensabile prestare particolare attenzione a questa zona, se si vogliono evitare questi inestetismi, che influenzano fortemente anche altre funzioni fisiologiche interne.
Le pareti dell'addome sono interamente tappezzate da muscoli. In
alto abbiamo il diaframma, in basso dai muscoli perineali,
posteriormente dal quadrato dei lombo dall'ileopsoas
e dal tratto lombare della colonna vertebrale, davanti e di lato dai
retto dagli obliqui interni ed esterno e dal trasverso. La tonicità
delle pareti addominali quindi, assume un'importanza non solo
estetica, ma anche funzionale, in quanto garantisce la tenuta dei
visceri.
L'addome contiene più della metà del sangue e della linfa totali dell'organismo, che necessita dell'azione spremitrice del diaframma per progredire normalmente. Se il volume dei visceri si fa più ampio per una mancata tonicità delle pareti addominali, incapaci di fare da baluardo alla sua espansione, si creano allora i presupposti per un ristagno di tutta quella massa liquida, e il rallentamento circolatorio conseguente è capace di provocare disturbi di vario genere agli organi interni, accumulandosi prodotti metabolici e intorpidendosi il ricambio.
L'importanza di una buona tonicità dei muscoli addominali ai fini di una corretta respirazione, si riassume:
Durante l'inspirazione, il
diaframma si contrae dapprima centralmente, ossia il centro frenico
della cupola diaframmatici si abbassa, aumentando il volume della
cavità toracica sovrastante. Però il suo abbassamento è limitato
dalla pressione intra-addominale sottostante, incremento favorito
dalla tensione dei muscoli addominali. Le coste sulle quali si
inserisce il diaframma costituiscono un punto di appoggio per esso,
potendosi contrarre favorevolmente, in un secondo momento, alla
periferia.
Infatti, il limitato abbassamento del centro frenico e l'azione di
contenimento effettuata dalle coste, fanno si che il diaframma
mantenga la forma a cupola, necessaria affinché possa sollevare le
coste su cui è inserito, allargando il diametro trasverso della
cavità toracica.
Quindi,
in un primo tempo l'abbassamento del diaframma provoca un aumento
del volume toracico in senso verticale; in un secondo tempo, vi è un
aumento in senso intero posteriore. Ma quest'ultimo può verificarsi
solo a patto di un'efficace azione dei muscoli addominali.
Qualora essi fossero ipotonici, il diaframma oltrepasserebbe il
punto ottimale di abbassamento, inserendosi sulle coste con un
angolo troppo aperto (non a cupola), e non potrebbe sollevarle.
Nell'espirazione forzata, la funzione degli addominali è più
evidente, giacché essi, soprattutto il trasverso, contraendosi,
spingono in alto il diaframma, restringendo il volume toracico.
Un'ulteriore diminuzione di esso si ottiene con un'accentuazione
della curva cifotica dorsale, causata anch'essa da retti e obliqui.
Ne consegue che la cosiddetta respirazione addominale, con
protrusione del ventre, è del tutto scorretta, evitandosi in tal
modo l'effetto contenitore dei muscoli addominali, necessario per il
secondo tempo inspiratorio.
I muscoli dell'addome che ci interessano principalmente si suddividono in:
-
muscolo retto dell'addome
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obliquo interno (piccolo obliquo)
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obliquo esterno (grande obliquo)
-
traverso è il muscolo più profondo dell'addome
Il muscolo retto dell'addome è un muscolo che contribuisce a formare la parte mediana anteriore della parete addominale. In alto si inserisce sul margine inferiore della V, VI e VII costa e sul processo xifoideo dello sterno. Di qui si porta verso il basso terminando sulla parte superiore del pube, tra il tubercolo e la sinfisi. È fasciato anteriormente e posteriormente da una guaina formata dalla fusione delle aponeurosi dei tre muscoli larghi dell'addome, che incrociandosi con quella dell'altro lato forma la linea alba. Il muscolo retto dell'addome è innervato dal nervo ileo-inguinale e dagli ultimi nervi intercostali. Si tratta di un muscolo poligastrico, in quanto offre a considerare lungo il suo decorso 3 o 4 iscrizioni tendinee trasversali, che tuttavia non giungono mai in profondità. Di solito un'iscrizione si trova a livello dell'ombelico, due sopra di esso, ed una, incostante, al di sotto. La sua contrazione aumenta la pressione endo-addominale, esercitando una funzione di torchio. È in grado di flettere il torace sulla pelvi o viceversa. Questi muscoli chiudono la cavità addominale, in modo da comprimere i visceri al loro posto e proteggerli da eventuali urti. I muscoli addominali sono simmetrici, cioè hanno la stessa forma e struttura sia a destra che a sinistra.




